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Federica Cito

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Come guadagnare su Tik Tok? Scopri Tik Tok Ads!

By | marketing & more | No Comments

Tik Tok è l’app più scaricata nel 2020 al mondo, oltre ha essere il social più innovativo degli ultimi tempi. Abbiamo già raccontato in questo articolo come funziona tik tok, oggi invece, vogliamo focalizzarci sulla parte economica, perché, ebbene sì, con Tik Tok ADS è possibile creare annunci a pagamento di diverse nature e tipologia.

Perché scegliere tik tok per i propri annunci?

I motivi sono molteplici, e non fermiamoci all’evidenza dei 2 milioni di utenti-che comunque fanno comodo in quanto visibilità- la riflessione parte dall’essenza del social e dall’algoritimo.

Tik tok è il social del futuro, ma anche del presente ormai, perché apre la strada a una nuova modalità di condivisione e di permanenza su un social, ma prima un’importante differenza:

su tik tok non è necessario avere un profilo con dei contenuti, un diario come facebook per intenderci, basta avere un indirizzo mail per iniziare l’esperienza sul social.

Questo fa sì che gli utenti si dividono in due macro categorie:

-chi fa i video;

-chi li guarda e basta.

Fatta questa veloce distinzione, torniamo alle modalità: tik tok è un social che propone come contenuti esclusivamente dei video. Altro elemento nuovo e di stacco rispetto a instagram, facebook e compagnia bella.

Come funziona l’algoritmo di tik tok?

L’algoritmo di tik tok è intelligentissimo, riesce a targhetizzare i contenuti da proporre in base a variabili come:

 

  1. permanenza in secondi sui video;
  2. swipe da un video all’altro;
  3. tipologie di video preferiti rispetto ad altre;
  4. digitazioni sullo schermo;
  5. interessi, interazioni e like.

 

Tralasciando le interazioni e i like, alcuni di questi criteri di targhetizzazione e proposta contenuti sono davvero diabolici.

Un’altra caratteristica fondamentale è quelle di proporre all’utente contenuti sempre nuovi, che esulano appunto dai seguiti e dai like, tik tok propone contenuti di varia natura tastando il terreno e a volte facendo nascere interessi nuovi negli utenti.

 

Come funziona Tik Tok ads?

Tik tok ads funziona alla stregua di facebook my business e vi permetterà di raggiungere una serie di social app oltre tik tok come TopBuzz, BuzzVideo, NewsRepublic, BaBe, Vigo ed Helo.

È possibile addirittura decidere il placement, ovvero l’app, il luogo virtuale dove far comparire l’annuncio. Si possono scegliere diversi formati ed è possibile creare dei segmenti di pubblico personalizzati per età, geolocalizzazione, sesso etc..

Per iniziare è necessario accedere alla piattaforma tik tok ads a questo indirizzo iscriversi, accedere e cliccare il alto a destra “Create an AD”.

Per ogni annuncio è indispensabile creare una campagna con degli obiettivi specifici, che corrispondo ai risultati che si desidera ottenere.

La distinzione principale in tal senso è fra App Download o Landing Page, con la differenza fra le azioni, scaricare un app o atterrare su una determinata landing page.

Hai già provato tik tok ads?

 

 

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User generated content e guerrilla marketing: affinità o divergenze?

By | Senza categoria

Gli user generated content stanno naturalmente aumentando e diventano sempre di più determinanti. In un’ottica globale che vede ormai in ogni ambito, la persona al centro di tutto, sono ciò che spesso determina l’esito positivo di una vendita.

L’unconventional marketing e in particolare il guerrilla marketing, hanno delle affinità con gli user generated content: entrambi mettono al centro della propria strategia le persone e l’esperienza vissuta, tangibile, reale e memorabile.

La nostra riflessione oggi parte da una domanda semplice: “dove posso trovare i migliori consigli per le vacanze estive, (non uscendo ovviamente dall’Italia per questioni di pandemia che tutti conosciamo), online?

 

Vediamo se lo sai e no, non è Google.

 

Digita il nome di un luogo, di un marchio o di un prodotto, di una località nella casella di ricerca di Instagram e otterrai uno streaming in tempo reale di contenuti generati dagli utenti. Troverai altre persone come te che condividono, in maniera più o meno genuina, la loro esperienza, raccontandoti nel dettaglio cosa hanno fatto e come hanno vissuto la loro vacanza.

Semplice, veloce e soprattutto reale: in un attimo hai a portata di mano tantissimi contenuti che ti raccontano quel luogo, dalle località da visitare, ai ristoranti dove mangiare, agli alberghi dove dormire.

Sono contenuti interessanti perché, rispetto ad esempio ad uno spot pubblicitario, raccontano da un punto di vista estremamente famigliare il prodotto o l’esperienza in oggetto.

I consumatori si sono sempre fidati della sfera famigliare, degli amici e del feedback di altri clienti,  secondo Nielsen, infatti,  il 92% dei clienti si fida dei contenuti generati dagli utenti più della pubblicità tradizionale.

 

Cosa sono gli user generated content

Di cosa stiamo parlando, dunque? Degli user generated content, contenuti media, – video, testi, immagini, audio e così via – che sono postati e liberamente condivisi dagli utenti sui social.

Un contenuto generato in toto dagli utenti, che non è stato prodotto e condiviso dal brand ma quindi direttamente dal cliente finale.

I contenuti prodotti direttamente dagli utenti, creano un alto grado di coinvolgimento, che aumenta esponenzialmente quando vengono coinvolti evangelist del brand e prospect.

Un ottimo tips è quindi quello di incentivare e motivare il consumatore nella loro produzione di propri e originali

Qualche numero sugli user generated content

3DCart afferma che ben l’82% degli utenti considera estremamente utili le review dei clienti. Il 70% di loro (presenti!) è alla ricerca di recensioni da consultare prima di procedere all’acquisto.

Inoltre, chi è iscritto ad una newsletter dimostra una probabilità 3 volte maggiore di condividere i contenuti ricevuti sui social media rispetto ai lead provenienti da altri canali.

 

Cosa spinge gli utenti a creare, condividere e rendere disponibili in Rete e a chiunque dei nuovi contenuti?

Sicuramente la voglia ancestrale di condividere con altri esseri umani la propria esperienza, la propria vita. Ma c’è dell’altro:  non poche volte ci sono benefici per chi li crea, gli user generated content sono impiegati infatti in strategie aziendali sempre più consolidate di content marketing. Per chi li crea, c’è un ritorno economico, come abbiamo visto in ambito di micro e macro influencer.

Fatto sta, ritorni economici (irrisori) a parte, gli user generated content stanno letteralmente condizionando le  scelte finali degli utenti. Arriveremo al guerrilla marketing degli user generated content con sfida al contenuto più vero? Forse sì, nel frattempo noi continuiamo col nostro marketing unconventional, con l’obiettivo di generare quell’engagement vero e genuino, come anche gli user generated content sanno fare.

Campagne di guerrilla marketing? Low budget, big results!

By | Senza categoria

Per chiunque abbia grandi sogni e budget limitati, il guerrilla marketing ha un forte richiamo: è spesso visto come una strategia a basso investimento ma ad altissimo impatto. Queste campagne risultano essere economiche, rispetto soprattutto ai risultati ottenuti e richiedono una grande immaginazione e tanta energia.

Quando si parla di guerrilla marketing si parla di una strategia pubblicitaria con l’obiettivo di dare al tuo brand visibilità in modo nuovo, pazzo e incredibile, infatti ha origine nel guerrilla warfare, ovvero una strategia di guerra innovativa e dirompente in una battaglia dove le tattiche più conosciute ed impiegate non hanno effetto.

L’efficacia delle campagne di guerrilla marketing può essere misurata dalla quantità di attenzione che riescono a produrre, dall’engagement che generano che è molto potente.

I consumatori del 2020 sono inondati da ben 2.904 messaggi multimediali in un solo giorno e ne ricordano positivamente solo quattro: ecco perché è importante uscire dagli schemi, creare qualcosa di nuovo con l’obiettivo di distinguersi dalla massa.

Cosa fare allora per creare una campagna di guerrilla marketing?

 

  • Rendilo intelligente e memorabile: l’approccio della “memory retention” si basa sulla visualizzazione del tuo prodotto da un nuovo punto di vista smart, che sorprende
  • Rendilo dinamico e interattivo: sicuramente uno degli aspetti più interessanti dell’ unconventional marketing, è quello di arruolare partecipanti inconsapevoli in qualcosa di nuovo e coinvolgente
  • Rendilo accattivante e vantaggioso: Chi non ama i regali? Tutti amano le cose gratis, motivo per cui alcune delle campagne di guerriglia più coinvolgenti sono legate a omaggi gratuiti

 

Non esiste un modello unico per creare una campagna di guerrilla marketing di successo. Piuttosto, l’originalità è la chiave, l’elemento imprescindibile per il successo.

Le campagne di guerrilla marketing sono un modo fantastico per farti notare, distinguerti dalla concorrenza e guadagnarti la reputazione di essere divertente e diverso, tutto su misura per qualsiasi budget tu abbia a disposizione.

Ti mostriamo alcune campagne di guerrilla marketing a Milano e non solo per darti l’idea di cosa potenzialmente potremmo fare per il Tuo brand:

 

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Marketing ecosostenibile? Si può! Con graffiti stencil e reverse graffiti.

By | guerilla marketing

Con il reverse graffiti rispetti l’ambiente attraverso la creazione di campagne marketing ecosostenibili. Non sai cos’é? Continua a leggere!

Hai presente quando col ditino scrivevi “lavami” (se sei stato un bravo bambino) o le parolacce (se sei stato un bambino normale) sulle auto? Bene, quella è la forma più primitiva di reverse graffiti, anche se fonti quasi certe attestano che lo facessero già anche gli uomini delle caverne.

Il guerrilla graffiti è una forma di unconventional marketing che utilizza le strade, vicoli ed i punti di maggiore affluenza delle città trasformandole in dei giganteschi cartelloni pubblicitari, delle tele sulle quali poter imprimere il messaggio commerciale che si vuole diffondere.

Esistono dunque due tipologie di guerrilla graffiti, e si distinguono in base alla tecnica di realizzazione, tutte in pieno stile street art.

Nel caso degli stencil graffiti vengono utilizzate delle mascherine (chiamate appunto stencil) per creare una riproduzione precisa della stessa immagine, veloce e facilmente riconoscibile.

Gli stencil risultano essere particolarmente penetranti in quanto possono essere realizzati in tantissime zone, anche strade a solo traffico pedonale, ma soprattutto nelle zone limitrofe ai punti vendita, e possono essere ripetuti su superfici differenti.

Il reverse graffiti funziona tecnicamente allo stesso modo, attraverso l’applicazione di uno stencil, ma invece di usare vernici o spray (ci teniamo a dirvi che quelli che utilizziamo solo vernici biodegradabili, biologiche ed ecofriendly), l’immagine viene grata attraverso la rimozione dello sporco dalla superficie, creando un giocho di contrasto fra l’area pulita e quella sporca.

La tecnica del reverse graffiti viene utilizzata sì nel mondo della pubblicità, ma ha origine nel panorama dell’arte contemporanea: uno dei primi ad utilizzarla è stato l’artista inglese Paul Moose Curtis con il suo ReverseGraffitiProject.

Paul Curtis detto Moose pulisce le città del mondo con degli stencil realizzati letteralmente rimuovendo lo sporco dalle superfici urbane, servendosi solo di stoffe o potenti pulitori ad acqua alla mano.

In alcuni paesi, come ad esempio nel Regno Unito, questo tipo di street art ecosostenibile è ritenuta illegale. Oltre a Moose considerato uno dei pionieri del Reverse Graffiti, ma forse meno conosciuto dai non addetti ai lavori, anche l’artista Banksy ha lasciato il suo segno con questa tecnica amica della natura.

In Italia il reverse graffiti è legale! Cosa aspetti a rendere la tua campagna pubblicitaria un’opera d’arte?

 

 

Houseparty: come funziona l’app di videochiamate del momento

By | news

Cosa fare durante la quarantena? Houseparty ti aiuterà a trascorrere le tue giornate.

L’emergenza coronavirus ha cambiato il modo di vivere e concepire la nostra quotidianità. Per il bene comune e per per bloccare il più possibile in contagio è necessario stare a casa, evitare di uscire per futilità e, soprattutto, non avere contatti con altre persone.

Cosa fare durante il corona virus?

Uno stravolgimento delle nostre vite, mutate dall’impossibilità di vedere i nostri cari, gli amici, e dal cambiamento drastico della routine. Cosa fare durante il corona virus è dunque ciò che ci chiediamo ogni giorno, per non essere divorati dalla noia e dallo sconforto.

House party è l’app che ci viene incontro: con houseparty, infatti, è possibile fare videochiamate di gruppo fino a 8 utenti e giocare contemporaneamente a dei semplici giochi.

Che cos’è house party?

È una app, simile al vecchiotto e ormai in declino skype, creata per fare videochiamate con amici e totalmente gratuita. L’app si può usare da desktop ed è scaricabile su dispositivi mobili, siano essi smartphone e tablet iOs, o Android, e compatibile su tutti i dispositivi.

Come funziona house party?

Il funzionamento di Houseparty è molto semplice:  basta scaricare l’app, registrarsi in pochissimi step e aggiungere i propri amici con un click. Dunque, non appena avrai avviato il download  da App Store o Google Play Store potrai, attraverso houseparty login, avviare l’app e creare il tuo profilo user, che dovrà contenere un indirizzo email e naturalmente un nome utente e password.

Per attivare il tuo account è necessario inserire il numero di telefono della tua SIM card, in modo tale da verificare l’identità del profilo e per poter aggiungere i vostri amici

Quali giochi ci sono su house party?

Ci sono diversi giochi e sfide da fare con i propri amici, come Heads Up! Trivia e Chips and Guac.. Ma anche i più classici nome cose e città, o indovina il film. Non ci sono limiti ai giochi, con i tuoi amici puoi dare libero sfogo alla fantasia. Non è un’app di dating, ma nessuno può escludere che lo diventi: le vie del Signor Internet sono infinite.
Non ti va di fare un gioco in particolare? No problem, puoi usare l’app semplicemente per fare una videochiamata con gli amici, o per fare un aperitivo virtuale. Non ti fare abbattere dal coronavirus, è un brutto periodo ma passerà preso. Stay c3buzz!

Marketing ai tempi del corona virus

By | news

Sono giorni per nulla facili questi: il corona virus si sta espandendo in diverse parti del mondo, con dati non del tutto positivi per il nostro paese. Fra allarmismi esasperati dal panico incontrollato che alcuni media hanno generato, rimane certo che la situazione è da tenere strettamente sotto controllo. Ultima decisione del governo è stata, dopo aver imposto lo smartworking alle aziende nelle zone limitrofe ai focolai, la disposizione di chiudere le scuole in tutte le regioni italiane.

Da parte nostra il consiglio di fare attenzione, prendere le dovute precauzioni e seguire i consigli per evitare i possibili contagi del covid 19.
Ma il consiglio più grande che ci teniamo a condividere, è quello di essere razionali e non farsi sopraffare da timori incontrollati. Non lasciatevi spaventare dai numeri del corona virus. Il virus peggiore è quello dell’ignoranza: al sensazionalismo che crea solo danni di immagine, sociali ed economici, preferiamo l’informazione sana.

I guerrieri del marketing non convenzionale non si fermano davanti alle impervie fatalità. Vi mostriamo come in questi giorni i social media manager di Brand molto famosi hanno risposto al corona virus.

 

Birra Corona: il danno d’immagine vs irriverenza Ceres

Situazione di crisi per la nota azienda di Birra messicana che ha visto e continua a vivere un drastico calo nelle vendite per la drammatica coincidenza del nome il comune con il corona virus , i numeri parlano da sé:
-perdita di circa 154 milioni
-riduzione dei clienti del 40%

Ceres invece cavalca l’onda con la sua tipica irriverenza, fruttando la strategia di un marketing certosino sempre sul pezzo con le notizie dell’ultimo minuto

 

Spot Tempo, in perfetto tempo

Fra sciacalli che lucrano sulla vendita di mascherine e gel disinfettanti mani, sparando prezzi esorbitanti, tempo risponde così: speriamo di non servirvi questa volta ( ma in realtà vi stiamo mostrando in maniera antitetica, ciò di cui avete realmente bisogno adesso).

Spot We Road nazional-motivazionale

Il settore del turismo e seriamente compromesso da questa situazione: sospensione di viaggi da e soprattutto per l’Italia, il traffico aereo e le prenotazioni sono drammaticamente diminuiti. WeRoad risponde con forza e decisione con questa campagna di guerrilla marketing Milano, evidenziando quanto corona virus o no, rimaniamo uno dei paesi più belli, mascherina e gel inclusi.

Spot De Cecco e il partito delle penne lisce

L’allarmismo esasperato ha portato molte persone a fare scorte immotivate di cibo, una delle poche volte in cui la rigatura della pasta è passata in secondo piano. Era necessario l’assalto dei supermercati? No.

Spot Durex: quale motivo migliore per fare scorta?

Le risposte di Durex ai fatti di cronaca e alle tendenze, non tardano mai ad arrivare. Per il corona virus l’invito è quello di fare grandi scorte (vedi riferimento ironico a svuotamento dei supermercati di cui sopra) e proteggersi ancora di più.

Questa è la situazione marketing corona virus, di questi Brand accogliamo l’esempio positivo di reagire ad una situazione così delicata e che interessa tutta la nazione. #Milanononsiferma, e neanche la nostra agenzia di comunicazione. In ufficio o in smartworking, continuiamo  a lavorare per i nostri clienti per offrire sempre le soluzioni più belle e originali di unconventional marketing.

Come valorizzare la Brand Identity con il guerrilla marketing

By | marketing & more

Sentiamo questo termine ormai giornalmente, di quanto sia importante sviluppare una Brand Identity vera, sincera, coerente e forte. È davvero così importante?

Cos’è la Brand Identity?

La Brand Identity è un insieme di elementi, ma prima ancora lo studio preliminare e la definizione del concept, che determinano la percezione, l’impatto, e di conseguenza la reputazione di un marchio da parte del suo potenziale pubblico. Gli elementi in oggetto variano a seconda della loro natura e possono essere:

  • grafici nel caso di simboli, logo, colori;
  • comunicativi, quando entrano in gioco il nome stesso, gli slogan, il tone of voice;
  • ma anche sonoro/musicali, nel caso di jingle e canzoni.

L’insieme di questi elementi di riconoscimento, se ben studiato, aiuta il consumatore ad identificare il marchio e a distinguerlo da tutti i competitor. Attenzione, questa percezione è altamente emotiva ed istintiva e da essa dipenderà il gradimento e il futuro di un marchio: la brand identity non è per nulla da sottovalutare, anzi, è l’ingrediente base per il successo del tuo brand.

La brand identity, infatti, riflette l’orientamento e gli obiettivi dell’azienda, oltre che la personalità e i valori del tuo marchio, praticamente parla di te.

Abbiamo tutti bisogno di uno scopo. Qual è quello del tuo brand?

Per distinguersi dalla massa, ogni brand deve avere uno scopo, una visione caratteristica.

Lo scopo di un brand è ambire ad essere la diretta estensione del suo posizionamento, vale a dire riuscire ad incarnare, attraverso prodotti e servizi, i propri valori: è la proposizione tangibile che rende un prodotto/servizio fortemente desiderabile e desiderato. I consumatori di oggi, i prosumer, vogliono connettersi con i brand che abbiano uno scopo più alto e profondo, non solo quello di monetizzare o soddisfare investitori e azionisti.

Importantissimo è definire chiaramente questo obiettivo e fare in modo che sia presente in ogni strato dell’azienda. Quando viene identificato correttamente, lo scopo deve essere utilizzato sia per motivare i collaboratori e fare team building, ma soprattutto per sedurre e conquistare i potenziali clienti.

La risposta a queste domande è il perché bisognerebbe scegliere te tra tutti, non solo perché dichiari di essere il leader di mercato o che il tuo è il miglior servizio in circolazione, ma perché il tuo brand è in grado di offrire quel qualcosa che gli altri non hanno, quel valore che rende il tuo marchio unico.

Cosa fare dopo aver definito brand identity

Dopo aver definito correttamente la tua brand identity, arriva il momento cruciale: quello di farti conoscere nel mondo. Quale modo migliore se non con una bella campagna di guerrilla marketing?

Puoi spaziare da volantinaggio, a stencil, a proiezioni, a stopper, a magneti e palloncini personalizzati… Sei confuso? Contattaci e troveremo insieme il modo migliore per esprimere il tuo marchio e valorizzare la tua Brand identity.

 

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Tutte le novità di Amazon: dal pagamento con palmo al pagamento rateale.

By | news

Sappiamo tutti quanto il colosso Amazon sia diventato e si sta facendo avanti sempre più (i numeri lo urlano!) come colosso dell’e-commerce e dunque delle vendite online.

È curioso pensare come il progetto Amazon sia partito dall’idea di vendere libri cartacei online e che sia diventato adesso il negozio per eccellenza dove poter acquistare di tutto e di più, da un armadio, a un telefono, a un kindle, agli articoli più strani e difficili da reperire.

A proposito dei Kindle- lettori di libri elettronici- o più semplicemente degli schermi ottimizzati da 6-7 pollici con luce integrata reader-friendly, non provate mai a venderli su Amazon! Il big dell’e-commerce è geloso del suo prodotto (commercializzato inizialmente da Amazon e con marchio Amazon) e per i competitor ha stabilito quasi il 50 % di commissione sulla vendita di Kindle non Amazon. Insomma, un modo non tanto carino per sconsigliare la vendita di questo prodotto.

Ma torniamo a noi, Amazon da sempre ha seguito la strada dell’unconventional marketing, sicuramente in maniera totalmente diversa dal guerrilla marketing che contraddistingue C3buzz, ma con in comune l’originalità e soprattutto la voglia di stupire.

Le ultime novità sono:

-pagamenti tramite palmo della mano

-pagamento rateale Amazon.

 Pagamento col palmo della mano Amazon: realtà o fantasia?

La possibilità di pagare con il palmo della mano risulta essere un’indiscrezione, non ancora una notizia ufficiale. Secondo il Wall Street Journal, l’azienda vorrebbe inserire all’interno dei suo negozi fisici (se ancora non lo sapevi, esistono, non ancora in Italia, negozi fisici Amazon) questa unconventional forma di pagamento, tramite appunto, il palmo della mano.

Secondo un’altra testata giornalistica americana, il New York Post, i test sarebbero già cominciati, utilizzando come campione alcuni distributori di snack nei propri uffici newyorkesi. Un’altra indiscrezione, la più interessante, svela che presto Amazon avvierà una sperimentazione nei negozi della catena Whole Foods con l’obiettivo di finalizzare ogni singolo pagamento in soli 3 millesimi di secondo.

Come si svolgerà tecnicamente il pagamento ancora non è chiaro, si pensa che il sistema sarà simile a quello utilizzato da Apple per sblocco telefono e Face Id, con preliminare registrazione del palmo e successivo sblocco dei pagamenti.

Pagamento rateale Amazon: come funziona

Per quanto riguarda i pagamenti rateali, è tutto vero. Da pochi giorni Amazon ha introdotto la possibilità di rateizzare i pagamenti, soprattutto di articoli più costosi come telefoni ed elettrodomestici. Sistema già in uso negli Stati Uniti, Canada, Regno Unito e Germania, il sistema permette di rateizzare il pagamento totale in 5 rate, senza costi di interessi aggiuntivi.
Per ulteriori informazioni, consultate la pagina relativa ai pagamenti rateali sul sito Amazon.it.

Questa funzionalità, il pagamento rateale Amazon appunto, è ancora in fase di prova e in Italia sono stati selezioni solo alcuni account per il rollout. E tu cosa ne pensi? Ma soprattutto, sei stato scelto da Amazon come tester? Noi no 😱

 

 

Che cos’è Tik Tok? Come funziona l’app del momento

By | news

Tik tok… chi è? Il nuovo social del 2020. Avanti!

Battute poco divertenti a parte, conosci già Tik Tok? Se sì, (come noi di C3buzz) sei sul pezzo, se no, devi assolutamente conoscere quello che probabilmente sarà il futuro.

 

Che cos’è Tik Tok?

Ecco cos’è TikTok, una piattaforma enorme con adulti e soprattutto Gen Z dove si condividono. Lanciato dallo sviluppatore cinese ByteDance nel 2016, l’app conta più 500 milioni di utenti in tutto il mondo e oltre un milione di video vengono visualizzati ogni giorno. Una crescita smisurata e davvero velocissima. Ad attestare il successo, Tik Tok risulta essere l’App più scaricata AL MONDO degli ultimi mesi!

 

TikTok ha raggiunto i 220 milioni di download negli ultimi tre mesi del 2019, sbaragliando la concorrenza di YouTube, Instagram, WhatsApp e Facebook. Sui telefoni con Android l’app ha superato i 42 milioni di download. Mica bruscolini.

Cosa rende Tik Tok così unico?

Tik Tok si differenzia da tutti gli altri social, in un panorama fatto di foto, fake news e caroselli ormai in decadenza, Tik Tok propone un solo e unico formato: i VIDEO. Già, su quest’app ci si esprime attraverso video di massimo sessanta secondi, quasi nella totalità dei casi, a partire da una base musicale.

Nel 2017 TikTok acquista musical.ly, una app che permetteva di condividere video di karaoke e coreografie. Ad Oggi sull’app è presente un catalogo ricchissimo di musica, che gli utenti possono usare come sottofondo per video di tutti i tipi: ci sono pezzi comici, sfide (o challenge) tra utenti, clip che aspirano a diventare dei meme, balletti, parkour (lo spostarsi da un punto all’altro in un percorso a ostacoli), lip sync e così via. Molti cantanti, emergenti e non, lo stanno utilizzando per promuovere i propri brani.

I famosi su Tik Tok

Nel 2020 e oltre, molti i marchi globali stabiliranno la propria presenza su TikTok. Già molti influencer di Tik Tok sono stati chiamati per diventare i volti di Brand famosissimi. Inoltre negli USA sono nate le prime “collab houses”, veri e propri studi di registrazione che riuniscono gli influencer di TikTok sotto lo stesso tetto per creare contenuti.

In Italia sono tantissime le star e addirittura i politici (indovinate un po’ chi) che sono presenti sulla piattaforma, dallo chef Bruno Barbieri, al comico Fiorello, alle influencer Ferragni, Biasi e chi più ne ha più ne metta, al politico Tik Tok Salvini.

Adesso che hai scoperto cos’è Tik Tok, corri subito a scaricare l’app su!

Pubblicità comparativa: perché in Italia non esistono guerre come fra Coca Cola e Pepsi?

By | news

Sarebbe bello vedere quei super scontri fra titani all’americana anche in Italia, scopriamo i motivi per i quali non succede e non potrà mai succedere (mai dire mai) nel bel paese!

Pubblicità comparativa: strumento di informazione per il consumatore o concorrenza scorretta?

Sì, ma cos’è la pubblicità comparativa?

La pubblicità comparativa è un tipo di comunicazione pubblicitaria basata principalmente sulla promozione dei propri prodotti da parte di un’impresa, attraverso il confronto con i prodotti dei competitor. Può essere di implicita, quando si paragona un prodotto brandizzato ad uno generico, quindi senza richiamare direttamente al prodotto concorrente, o esplicita, quando si menziona il nome di un particolare concorrente sul mercato, al fine di evidenziare agli occhi del consumatore la superiorità qualitativa del prodotto offerto rispetto al prodotto offerto dal player “antagonista”.

Quali sono le differenze fra Italia e USA?

Le differenze fra il sistema giuridico italiano-ma anche europeo- e quello statunitense, sono sostanziali, basti pensare al guerrilla marketing delle epiche battaglie fra BMW e AUDI, o allo scontro fra i titani Coca Cola e Pepsi, o alla guerra all’ultimo panino condotta da Mc Donalds e Burger King. In Italia, infatti, * provate a ricordare qualche campagna del genere * è difficile se non impossibile, in quanto questa forma pubblicitaria è ricondotta a pratiche commerciali integranti atti di concorrenza sleale. In poche parole, non è legale.

è invece legale il guerrilla marketing, e noi di C3buzz ne sappiamo qualcosa

Ci sono però, come sempre nella giurisprudenza e nella pubblicità, ma soprattutto nell’opinione pubblica, pareri discordanti riguardo la classificazione di questa pratica. Se da un lato viene considerata una forma di promozione aggressiva e poco corretta, dall’altro canto, costituisce sicuramente uno strumento di informazione trasparente per il consumatore e di libera concorrenza dei mercati.
Insomma, la questione è spinosa, l’argomento è caldo e le opinioni sono davvero disparatissime.

Piccolo spazio pubblicità: NOZIONE DI PUBBLICITA’

La nozione di pubblicità viene introdotta dal D.lgs. 145 del 2007. In questa categoria rientra ogni genere di messaggio diffuso, in ambito commerciale, al fine di promuovere beni o servizi di ogni tipo. La parte più interessante è quella che esplica i principi generali a cui devono conformarsi le comunicazioni pubblicitarie. Le pubblicità, infatti, devono essere palesi, veritiere, corrette e non ingannevoli. In particolare, è considerata ingannevole una pubblicità che, in qualsiasi modo, possa indurre in errore persone fisiche o giuridiche e che, grazie a tale carattere, possa pregiudicare il loro comportamento o sia idonea a danneggiare un concorrente.
Danneggiare un concorrente è la conseguenza naturale di una campagna di pubblicità comparativa. C’è da chiedersi però se la pubblicità comparativa non esplicita sia dannosa più che quella palese e diretta, che può costituire anch’essa, una forma di pubblicità per il competitor.

Il D.lgs.145 del 2007 fissa, inoltre, i requisiti principali per la pubblicità comparativa, che è permessa, a meno che abbia ad oggetto prodotti che soddisfino le stesse esigenze o scopi e fintanto che si riferisca a caratteristiche del prodotto/servizio che possano essere verificabili e che siano essenziali e rappresentative. Per essere considerata lecita deve rispettare le normative in materia di marchi, denominazioni di origine, denominazioni commerciali e, in generale, dei segni distintivi.

Trova le differenze: pubblicità comparativa diretta e indiretta

Torniamo alla differenza principale che contraddistingue la pubblicità comparativa, ovvero il suo essere diretta o indiretta, alias esplicita o implicita.

Viene definita diretta, quando i competitor sono chiaramente riconoscibili, in quanto viene citato ed espresso il loro nome o il nome del marchio espressa della loro denominazione o del loro attraverso l’indicazione di elementi che li rendano inequivocabilmente riconoscibili.

indiretta, invece, quando chi attribuisce al proprio prodotto pregi unici implicitamente afferma che tali pregi non sono posseduti da tutti i prodotti concorrenti.

Esempi di pubblicità comparativa in Italia: L’Affaire Acqua Sant’ Anna

Da questo esempio di pubblicità comparativa indiretta non recentissimo, è davvero emblematico e ci aiuta a fare chiarezza sulle differenze e sulla normativa

Anno 2009 – Caso Acqua Sant’Anna. L’acqua Sant’Anna presentava delle caratteristiche testate in laboratorio che oggettivamente qualificavano il prodotto come migliore per certe caratteristiche, rispetto ad altri in commercio. Per esaltare questa “superiorità”, l’azienda ha dunque deciso di metterla a confronto diretto con le principali acque minerali sul mercato, quali Levissima, San Benedetto, Lete e Vera. Dall’analisi dei dati, catalogati in tabelle, è emerso che l’acqua Sant’Anna presentava il residuo fisso più basso di tutte le altre, e altre caratteristiche significative, come la minore presenza di sodio e nitrati.

Alcuni dei concorrenti chiamati in causa si sentirono danneggiati e per questo fecero ricorso all’AGCOM. L’autorità rigettò il reclamo dando ragione a Acqua Sant’Anna, poiché, nel riportare dati chimico-fisico specifici di sé e dei suoi avversari, aveva affermato il vero ed esposto dati diretti utili per il consumatore finale.

Dunque se in Italia il confronto diretto è vietato in modo assoluto, il confronto indiretto è possibile se evidenzia gli aspetti di novità/caratteristiche significative di un certo prodotto rispetto a tutti gli altri prodotti del settore e non ad uno in particolare.
In sostanza: se il tuo prodotto ha davvero delle qualità uniche, è possibile fare una comparazione con tutti i competitor del settore, senza però palesare i brand precisi.