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Federica Cito

ERRORI CLAMOROSI NELLE CAMPAGNE MARKETING: COSA NON FARE MAI

By | guerilla marketing | No Comments

Il marketing è uno strumento potentissimo di comunicazione che permette di diffondere un messaggio verso un’audience potenzialmente enorme. È importante utilizzare le parole giuste e il giusto tone of voice, perché come mezzo di diffusione di massa, se mal utilizzato, può generare un ritorno d’immagine davvero negativo e danneggiare la credibilità di un brand.

Le campagne marketing non sono per tutti, bisogna davvero studiare tanto ogni singolo caso, pianificare una strategia e pensare ai mezzi migliori per raggiungere gli obiettivi prefissati. Altro aspetto importante è il destinatario delle campagne marketing: bisogna identificare il pubblico specifico, il target, in modo tale da modulare il messaggio ed essere più incisivi.

Vediamo adesso le campagne marketing più sbagliate degli ultimi anni, per capire gli errori da non commettere MAI

Dolce e Gabbana e la Cina: ravioli gyosa indigesti

Partiamo subito dalla campagna marketing che riteniamo essere stata un grandissimo flop per la casa di moda D&G. La campagna in questione ha avuto una eco assordante nell’opinione pubblica occidentale, ma soprattutto in quella orientale. Si tratta di una serie composta da tre video e intitolata Eating with Chopsticks, nella quale una ragazza cinese tenta di mangiare con le bacchette alcuni piatti tipici italiani-rispettivamente pizza, spaghetti e cannolo- non riuscendo nell’impresa. Il video è stato recepito come una vera mancanza di rispetto nei confronti del popolo e della cultura cinese, a tratti razzista e davvero stereotipante nei confronti degli usi, dei costumi e della tradizione orientale. Nello specifico video con il cannolo siciliano, si sente una voce maschile fuori campo che chiede alla ragazza se il cannolo è troppo grande per lei… non stiamo qui a spiegarvi la dietrologia di questa domanda, ma ai più è parsa esageratamente sessista e non velatamente volgare.

Risutato? La Cina, subito dopo aver visto lo spot, ha rimosso i tre video da tutti i social media usati in Cina, ha cancellato un’importante sfilata a Shangai e ha rimosso tutti i prodotti D&G dai principali shop online cinesi.
Insomma, se l’obiettivo di Dolce & Gabbana era quello di trovare un modo per chiudere i rapporti con la Cina rapidamente e in maniera poco elegante, hanno centrato in pieno. Ne piange il loro fatturato e la loro immagine, compromessa per sempre in oriente. La Cina non perdona!

Cartoon Network e la sua campagna…esplosiva!

Qualche anno fa quei pazzi di Cartoon Network decidono di realizzare una campagna di guerrilla marketing per promuovere il loro nuovo film d’animazione. In dieci città degli USA sono stati installati dei cartelloni quadrati neri, puntellati di led luminosi e affissi, con l’aiuto di magneti, su segnali stradali, ponti, muri. Sui cartelloni le luci led formavano le immagini di due alieni stilizzati, uno verde e uno rosa, che mostravano il dito medio ai passanti. Passanti che non hanno preso bene il messaggio irriverente, a tal punto di scambiare questi dispositivi del guerrilla marketing per delle bombe. A Boston, un dipendente dei trasporti pubblici chiama la polizia dicendo che ci sono diversi ordigni sparsi per la città. Ed è subito panico, decine di autostrade, ponti, metropolitane, vengono chiuse, elicotteri sovrastano la città, le emittenti televisive in fibrillazione per la notizia, la polizia e gli artificieri pronti a disinnescare le bombe. Che non esistevano però. Dopo l’apocalisse scatenata e l’attacco pubblicitario sventato, ci sono state grave conseguenze per gli ideatori di questa campagna di guerrilla marketing: i due artisti che hanno creato ed installato i cartelloni led vengono arrestati, l’emittente televisiva è costretta a pagare due milioni di dollari di multa e il CEO di Cartoon Network è costretto a dimettersi.

Due campagne razziste al prezzo di una? lo strafalcione di DOVE e/o H&M

Nella campagna marketing dove la protagonista è una donna afro-americana vestita di nero, che dopo aver usato il detergente Dove, taaac MAGIA! Si trasforma in una donna bianca che indossa una t-shirt chiara… Ma che messaggio è? Qui non si tratta di razzismo velato, anzi, ma di una discriminazione molto diretta ed impossibile da fraintendere, non ci sono molte possibili strade di significato da percorrere.

In alcune culture vengono usati molti prodotti per sbiancare la pelle, forse DOVE ha tentato, in maniera goffa e ingannevole, di avvicinarsi a quella fetta di mercato. Il risultato e che you tube è il web in generale, sono pieni di video “racist spot DOVE”

Per la campagna marketing H&M, le opinioni sono discordanti, o meglio, una piccola parte dissente dall’opinione comune, l’altra è incazzatissima. Non è necessario vedere del razzismo ovunque, anche nei casi in cui non c’è. Spesso questa estrema esorcizzazione del razzismo, può essere intesa come fattore discriminante, nella misura in cui ogni cosa costituisca un’offesa e un atto razzista.
Il caso vede protagonista il famoso brand di moda svedese e la pubblicazione nello shop online, di una foto di un bambino nero con una felpa con su scritto “la scimmia più carina della giungla”.
Diversi negozi sono stati devastati e chiusi dopo la pubblicazione in Sudafrica, devastati da alcuni manifestanti nel weekend dopo una settimana di polemiche e proteste.

H&M si è scusata per la foto nel suo shop online, l’ha rimossa dal sito e ha ritirato la felpa dai negozi. Nel frattempo il cantante dei The Weeknd e il rapper G-Eazy hanno affermato duramente che non collaboreranno più con H&M, mentre la madre del bambino ha definito le polemiche inutili: quello era solo uno tra i tantissimi vestiti indossati da suo figlio per gli spot.

Spesso il razzismo sta negli occhi di chi giudica e esagera, noi nell’immagine vediamo semplicemente un bambino con una felpa verde, niente di più.

 

NETFLIX e MYSS KETA? Sì! La nuova pazza campagna marketing per l’uscita di TEOTFW

By | content strategy | No Comments

NETFLIX e MYSS KETA non è un sogno strano che hai fatto ieri notte in post-sbronza, ma la nuova pazza e irriverente campagna marketing per il lancio di TEOTFW.

Per un piatto perfetto è necessario saper utilizzare gli ingredienti giusti nelle corrette dosi: senza alcun dubbio possiamo riconoscere che Netflix è uno degli chef più bravi in ambito di marketing e comunicazione.

Quali sono le regole per preparare una buona campagna di comunicazione? I consigli di Marketing Zafferano:

  • Prendi una delle persone trend del momento, che, non ha caso, da pochi giorni ha fatto uscire un video che ha fatto tanto parlare
  • Unisci a fuoco lento l’uscita di una serie che tanti fan stavano aspettando
  • Aggiungi delle coordinate spaziali precise e realmente esistenti
  • Metti q.b. di irriverenza
  • Mescola il tutto

Adesso il tuo video di Netflix e MYSS KETA feat. The end of the fucking world è pronto! Tap su play e condividilo con gli amici per colazione, pranzo, cena… decidi tu, si abbina con ogni pasto.

Troviamo davvero geniale la comunicazione del lancio della nuova stagione di The end of the fucking world, sempre frutto di un marketing sapiente, ma soprattutto geniale del team di Netflix. Il video è epico e strategico: sfrutta il flow dell’uscita del remake delle ragazze di Porta Venezia (Milano) di MYSS KETA e si fonde perfettamente con le scene della scorsa stagione della serie.

Non è una sorpresa che Netflix costruisca la sua strategia sulle nuove uscite della piattaforma, creando hype prima dell’uscita e mantenendo alto il livello di coinvolgimento durante e dopo la stessa. Il risultato è la creazione di un legame forte e genuino fra brand e fan, che fa crescere in maniera considerevole l’authority e di conseguenza gli utenti.

 

Netflix si conferma per l’ennesima volta come re indiscusso della comunicazione nei social media. Vediamo brevemente i motivi del suo successo.

Comunicazione dei contenuti e storytelling: empatia allo stato puro

 

Netflix non si limita ad annunciare l’uscita di una nuova serie o stagione, ma racconta ogni volta una storia diversa e intrigante, con focus sempre alle ultime novità e ai trend che in quel momento spopolano sui social. Non si limita ad informare, va oltre la notizia con l’obbiettivo di creare un dialogo sincero, alla stregua di una chat con un amico, con un Tone of voice irriverente e inclusivo.

Per la serie: Bojack Horseman (<3)

Per la serie: El Camino

 

Da online a offline in un batter d’occhio: marketing senza limiti di piattaforma

L’esperienza dell’utente al centro: non solo investimenti in marketing online, Netflix mette in atto una strategia sexy e innovativa che punta a estendere l’esperienza di fruizione dei contenuti anche  nel mondo reale. L’engagement quindi, viene creato su tutti i social network, twitter, facebook, instagram, ma anche nelle strade, con campagne di guerrilla marketing originali e virali.

Casa de Papel (se vuoi leggere di più su questa campagna di guerrilla marketing e altre deliziosissime campagne, clicca qui)

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Instant marketing: attenzione per il mondo attorno

L’esempio di Netflix e MYSS KETA è l’emblema perfetto di come si dovrebbe fare instant marketing. Non è la prima volta che la piattaforma streaming fa riferimento a notizie, eventi cool e argomenti scottanti, per creare i propri contenuti, cavalcando l’onda dei fenomeni più in voga. Altro aspetto fondamentale della sua comunicazione, è quello di non rimanere mai neutro, con l’espressione sempre chiara e intraprendente del proprio punto di vista su questioni che spesso dividono. Ma Netflix non ha paura di dire quello che pensa.

Per la serie: The Umbrella Academy

Burger King si veste per Halloween da Fantasma del Mcdonald

By | guerilla marketing | No Comments

Burger king Halloween: dolcetto, scherzetto o… hamburger?

Per l’industria dei fast food, è difficile avere prodotti di innovazione tecnologica in grado di spezzare con il panorama competitivo circostante e di rompere gli schemi del mercato.
Lo spazio che l’industria del fast food può sviluppare, in termini di segmentazione del mercato, si muove principalmente su due piani: il prezzo, che comprende promozioni e offerte stagionali sui menù, e il guerrilla marketing, che offre infiniti scenari e ampi margini di guadagno (se fatto bene, ovviamente).

Il palcoscenico/ring più iconico del guerrilla marketing- paragonabile per grandezza e clamore allo scontro fra i titani Coca-Cola e Pepsi- è quello che vede protagonisti Mc Donald e Burger King, che da anni ci regalano uno dei dissing più gustosi nel campo dell’ unconventional marketing.
Negli anni ’60, momento in cui le due catene esplodono per numeri di produzione e espansione, la rivalità è asprissima e viene giocata in una battaglia a scacchi dove vincono strategie incentrate su centesimi e centimetri. Adesso non è più una questione di dimensioni, ma di testa: la partita si gioca con sarcasmo e ironia, attraverso campagne di pubblicità comparativa studiate con precisione che passando dall’offline, approdano con prepotenza su tutti i social più utilizzati.

Cosa ha fatto Burger King per Halloween?

È successo qualche anno fa, ma rimane un evento memorabile. Un ristorante della catena Burger King, nel quartiere Rego Park di New York City ha celebrato la festività spettrale vestendosi come il fantasma di McDonald’s, completo di una coperta bianca con fori per gli occhi ritagliati, con su la scritta “McDonald’s”, fatta rozzamente con una bomboletta spray nera.

“BOOOOO! -recita così il cartello fuori dal ristorante- Just kidding. We still flame-grill our burgers. Happy Halloween.” Che tradotto significa: “Stavamo scherzando. Cuciniamo ancora alla brace i nostri hamburger. Felice Halloween.”
Nulla di nuovo, l’ennesima, divertente, dissacratoria, ma soprattutto originale, provocazione del Burger King nei confronti di Mc Donald.

E si scatenano gli utenti dei social, che su facebook, instagram e twitter esclamano “Questo Burger King travestito da fantasma di McDonald è una delle cose più belle che abbia mai visto 💀 “

“Per un momento ho avuto seriamente paura che Mc Donald avesse preso il posto di Burger King”

Mica male come reazioni.

Burger King vs. McDonald: statistiche e numeri

Le statistiche statunitensi indicano che le vendite dei negozi di Burger King sono aumentate di circa il 7% nel secondo trimestre dell’anno. Invece, le vendite di McDonald sono diminuite del 2% nell’ultimo trimestre dell’anno di riferimento alla campagna.
Questi numeri spiegano concretamente ciò che appare lapalissiano: tutto ciò che Burger King ha fatto durante questa campagna di guerrilla marketing, ha portato dei risultati sorprendenti.

La provocazione non si è fermata solo alla decorazione fantasmagorica dell’esterno del locale, il team di Burger King ha distribuito hamburger in contenitori “travestiti” da scatole di fantasmi di McDonald.

Burger King ha pubblicato anche un video per sfoggiare lo spiritoso costume di Burger King Halloween, ponendo le basi per amichevoli rivalità esilaranti.

McDonald non ha tardato per dire la sua:

“Chi non vorrebbe mascherarsi da McDonald per Halloween quando serviamo prelibatezze come: le bevande del McCafé, le torte di mele e le nostre patatine di fama mondiale”, ha detto Terri Hickey, portavoce di McDonald, in una nota inviata via email a The Huffington Post.

Ci chiediamo quest’anno chi sarà il più pazzo fra i maggiori player dell’unconventional marketing per Halloween. Non vediamo l’ora di scoprirlo.

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Guerilla marketing e serie tv: le campagne più belle

By | guerilla marketing | No Comments

Da quando hai fatto l’abbonamento a Netflix sei diventato, anche tu, un serie tv addicted?
Benvenuto nel club di chi preferisce di gran lunga il trinomio pizza-serie tv-divano ad un’uscita. Accettiamo anche i più moderati nel nostro club, dai divoratori più sfegatati di serie tv quindi, ai consumatori quasi occasionali. Non discriminiamo nessuno.

Netflix non è l’unica piattaforma che viene utilizzata per guardare le serie, diventate ormai componente indispensabile della nostra quotidianità, da ammazza-tempo, a dolce compagnia, a rassicurante presenza. Ma a noi, oltre a farci impazzire tanto le serie tv, ci fanno impazzire tutte le campagne di guerrilla marketing ad esse collegate. E dato che vi vogliamo bene, oggi vi mostriamo quelle che ci hanno colpito di più.

Pronti? Guerilla marketing e serie tv: il connubio perfetto

 

1992

Per l’uscita della serie 1992 sono state avvistate delle comparse, nelle principali piazze di Roma, vestite con outfit anni ’90. Uno scenario visivo immersivo che riporta immediatamente a un altro contesto storico e sociale e ricorda, ovviamente, i personaggi della serie.

SUBURRA

Per Suburra, la strategia di unconventional marketing punta tutto sul reverse graffiti, super urban e in linea con il mood della serie. Sottile ma non troppo, la scelta di “stampare il claim STA PER VENIRE TUTTO A GALLA #SUBURRA, proprio accanto a dei tombini.

HOUSE OF CARDS

Grafica, giochi di parole e di senso, utilizzo e stravolgimento della comunicazione politica: tutto in chiave molto pop, con colori sgargianti e vivaci. Una dose di ironia a rendere questa campagna davvero saporita.

LA CASA DI CARTA

Questa serie, in breve tempo, ha conquistato il cuore di tanti e ha aperto la strada alla commercializzazione delle serie tv spagnole  in Europa. In diverse piazze d’Italia sono comparse delle cabine con dei manichini all’interno con la tipica divisa dei rapinatori della casa di carta.Dettaglio che non tutti hanno subito percepito: è stato un modo per presentare sia l’uscita della nuova stagione della serie, sia il nome di alcuni nuovi personaggi.

I SOPRANOS

Non nuovissima come campagna guerrilla marketing in serie tv, ma sicuramente storica e d’impatto. Non vi nascondiamo che a primo acchito ha messo paura a un bel po’ di americani vedere quel braccio esanime penzolante, ma si sa, questo tipo di marketing è irruente e aggressivo.

STRANGER THINGS

Per Stranger Things era d’obbligo un cartellone pubblicitario enorme e strano, che richiama l’attenzione all’istante e fa venire  immediatamente in mente le paranormali vicende accadute a Hawkins negli anni ’80.

IL TRONO DI SPADE

Concludiamo ritornando nel capoluogo meneghino, questa volta il guerrilla marketing delle serie tv fa tappa a Milano. In contrapposizione con la natura violenta della serie Il trono di spade, usando come base degli sparti traffico, sono state realizzate delle carine e coccolose miniature dei personaggi di GOT.

 

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Dating Facebook e il guerrilla marketing delle emozioni

By | tecnologia

Facebook nasce con lo scopo di mettere in connessione persone che già si conoscono e non si vedono da tempo, come un vecchio compagno di scuola o un amico che avevi conosciuto all’università. Negli anni si è evoluto e declinato sviluppando diversi strumenti al suo interno: i gruppi, le pagine aziendali, la realtà aumentata, il marketplace dove poter vendere da un vecchio paio di scarpe fino addirittura alla casa al mare. Non resta un mistero però, non prendiamoci in giro, che sin da subito è stato utilizzato dai suoi utenti per sì fare amicizia, ma soprattutto per provarci e magari perché no, fidanzarsi pure.

Oggi facebook istituzionalizza quello che facevamo da anni, timidi o sfrontati, nella sua nuova funzionalità: Facebook Dating, il social network diventa (ufficialmente) anche piattaforma di incontri.

Come funziona Dating Facebook?

Dating consisterà in una nuova tab, disponibile solo per gli utenti da 18 anni in sù, all’interno dell’app. Non esiste una versione desktop e si può creare un profilo diverso da quello personale, che si usa per condividere foto di gattini, in modalità Secret Crush.

Le persone sono suggerite in base alle preferenze, gli interessi e le attività in genere svolte su Facebook. Se sei interessato a qualcuno, puoi commentare direttamente il suo profilo o toccare il pulsante “mi piace” per farglielo sapere, in modo molto diretto e senza fronzoli.

Dating Facebook è attualmente in rollout in altri mercati ma il suo arrivo è previsto anche in Europa, e in particolare in Italia, a inizio 2020. Per il momento è possibile utilizzarla negli Stati Uniti e in altri 19 Paesi tra cui: Argentina, Bolivia, Brasile, Canada, Cile, Columbia, Ecuador, Guyana, Laos, Malesia, Messico, Paraguay, Perù, Filippine, Singapore, Suriname, Tailandia, Uruguay e Vietnam.

fonte: https://newsroom.fb.com/news/2019/09/facebook-dating/

Cosa lo differenzia dalle tantissime note e meno conosciute app d’incontri?

Un bacino di utenti incredibilmente grande e il rassicurante nome di Mark Zuckerberg a fare un po’ da sacerdote garante.

Rispetto a Tinder e altre app, con Dating Facebook è possibile trovare nuovi utenti grazie a suggerimenti basati su interessi e passioni in comune, uniti alla posizione e alla vicinanza geografica grazie il santissimo sistema di geolocalizzazione.

Non esiste lo swipe tra i profili dei vari utenti, questo strumento sembra essere incentrato su un tipo di conoscenza dell’altro non basato sulla prima impressione estetica, ma su una sorta di corteggiamento più simile ad un incontro reale. In che modo si concretizza tutto questo? Attraverso la creazione di una serie di domande finalizzate a matchare gusti e preferenze da incrociare, per far partire conversazioni tra persone in più possibile“affini”. Chissà come Zuckerberg ha pensato di sopperire all’assenza di contatto fisico, elemento di completa rottura fra dating app e incontri reali, e come pensa di attuare questa sorta di corteggiamento più vicino alla realtà, alla vita. Ad alcuni tutto ciò spaventa, che possa avvenire un processo di digitalizzazione nei sentimenti, ma siamo ancora umani e non automi… per fortuna.

Ecco l’opinione di Nathan Sharp, product manager responsabile di Dating Facebook“La ricerca di incontri è un aspetto che vediamo da sempre su Facebook Ora vogliamo rendere più semplice e confortevole conoscersi. Secondo noi era il momento giusto per farlo”.

Siamo in piena era del guerrilla marketing delle emozioni.

Nano influencer: scopri tutto su come guadagnare su instagram

By | Instagram

Gli influencer, negli ultimi anni, hanno cambiato il modo di vedere, ma soprattutto, di fare marketing. Se prima era considerato impensabile guadagnare attraverso le proprie foto su instagram, vip e celebrities ne hanno fatto il loro pane quotidiano. Adesso esistono scuole di pensiero a riguardo, libri con practices e case studies di successo e addirittura corsi all’università sull’argomento. Fin qui, nulla di nuovo, ma…

Nano influencer, chi sono?

In realtà non sono influencer con una statura poco rilevante, sono invece tutti quegli utenti, quelle persone comuni, che pubblicano contenuti sui loro profili generando engagement a volte superiori delle star. Com’è possibile tutto questo? Occorre fare una piccola introduzione per capire di che numeri stiamo parlando. Nel mondo di instagram, è possibile distinguere una classe gerarchica degli utenti che lo popolano, suddivisa in questo modo:

Mega Influencer, con più di un milione di followers

Macro Influencer, dai 500.000 a 1 milione di followers

Mid-tier Influencer, dai 50.000 ai 500.000 followers

Micro Influencer, dai 10.000 ai 50.000 followers

Nano Influencer, dai 1.000 ai 10.000 followers

 

Il fatto di appartenere ad una community di persone più ristretta, consente ai Brand di individuare persone che possano parlare in maniera vera, genuina a una nicchia circoscritta, ma soprattutto, il numero non spropositato della community in questione, consente l’instaurarsi di un rapporto reale fra il brand e i follower. Vediamo per punti in che modo, i nano influencer, sono diventati protagonisti nel business di instagram.

Doti persuasive nano influencer

Rispetto a Ferragni, tutte le ragazze della Kardashian’s family, cantanti, modelle e calciatori, i nano-o micro-influencer, sono in grado di creare rapporti di fiducia con i loro follower perché la loro opinione è vista alla pari di un consiglio di un amico. Un consiglio di un amico può essere molto più persuasivo rispetto a un post pubblicitario di una persona famosa sì, ma diametralmente distante dalle nostre vite. L’azione di consigliare un prodotto, dunque, viene intesa come spontanea, spronando naturalmente all’acquisto di quel prodotto. Il tutto si traduce in un più elevato tasso di conversione, obiettivo primario dell’azienda committente.

Alto grado di Engagement

Il tasso di engagement, per questi motivi, è molto alto: secondo i primi dati raccolti raggiunge in questi casi l’8,7% dei followers, contro l’1,7% delle varie Ferragni del caso, con oltre un milione di followers. L’audience di riferimento è certamente minore, ma molto specifica, e nella maggior parte dei casi, in target con il profilo.

Creazione di contenuti unici

Alcuni account dei micro-infuencer sono dei veri capolavori: curati, originali, con un je ne sais qua che li rende unici. I brand studiano quali di questi profili possano essere coerenti con il loro prodotto, subito poco propongo ai proprietari di sponsorizzarlo, lasciando quasi sempre la totale libertà di creare il post senza linee guida precise, che andrebbero altrimenti ad intaccare quell’unicità genuina tanto bramata e ormai sempre meno presente nel nostro caro mondo digitale. Questo tipo di marketing, ha una forte influenza fra le nicchie di mercato, segmenti che si condizionano a vicenda e generando, attraverso semplici condivisioni, numeri tangibili di vendite.

Costi ridotti per il Brand

Con un investimento minimo, il Brand che sceglie un nano-influencer può davvero riscontrare risultati importanti. Solitamente, un Brand che si affida a influencer da 100mila follower in su, spende per ogni post su instagram dai 1000 ai 2500 dollari. Per i profili mega, con milioni di seguaci, le cifre cambiano e partono da 50.000 mila dollari per singolo post, fino ad arrivare a numeri sconvolgenti che noi comuni mortali non siamo tenuti a sapere.
Per un nano influencer pubblicizzare un prodotto, nella stragrande dei casi, non è un vero e proprio lavoro, poiché consiste in uno scambio equo: io ti regalo il prodotto, tu lo indossi-nel caso di un capo di abbigliamento-lo pubblicizzi in maniera naturale alla tua nicchia, e tutti sono contenti. I nano influencer lo fanno perché amano realmente quello specifico prodotto o perché il solo fatto di dire ai propri seguaci di essere stati contattati da un’azienda li gratifica e li fa sentire importanti. I brand e le aziende, invece, possono davvero ricavare profitti da questa nuova frontiera del marketing lowcost.

Unconventional marketing Milano: le 5 campagne che hanno fatto la storia

By | unconventional marketing

Unconventional marketing Milano, un’opportunità per generare nuove esperienze, creare valore per il tuo brand e per lasciare tutti a bocca aperta. Spesso questo tipo di campagne fanno molto discutere perché irruenti e forti, ma è indubbio il peso che occupano nei ricordi di chi li ha vissute e commentate.

Dal Sottomarino L1f3 che spacca l’asfalto e emerge in Piazza Cordusio, alla nuvola di Fantozzi in Duomo, ripercorriamo insieme le campagne che hanno fatto impazzire Milanesi e non negli ultimi anni.

Il sottomarino L1F3 che spacca l’asfalto e emerge in Piazza Cordusio

All’inizio, in molti, ma davvero tantissimi, credevano che uno strano incidente avesse permesso ad un sommergibile L1 F3 di sfondare e distruggere il manto della strada e di emergere in piazza Cordusio. Tutto ciò accade qualche anno fa, in una fresca e dal timido sole, mattinata autunnale, fra lavoratori, pendolari, abitanti della zona e turisti, visibilmente terrorizzati. A rendere il tutto ancora più reale, una micro troupe televisiva intervenuta “casualmente” a pochi minuti dal fatto. Il video è rimbalzato sui social network a tempo di record, con una cascata di condivisioni e commenti. La geniale iniziativa è stata pensata della Europe Assistance Italia, compagnia del Gruppo Generali. Lo slogan era: «Tutto può accadere»… direi che ha funzionato.
L’idea dell’agenzia M&C Saatchi era presentare Protectyourlife, una nuova serie di servizi per la protezione della persona nato dalla partnership tra Europe Assistance e Genertel. Non a caso il sottomarino in questione è stato battezzato #L1F3 (Life).

C.S.I. scena del crimine: la storia del povero rinoceronte

Una scena del crimine non lascia mai indifferenti, specie se è a Milano, in Piazza Cadorna e se la vittima è un rinoceronte. Apparentemente sembrava un animale vero, disteso, inerme sull’asfalto, a grandezza naturale, ferito visibilmente al muso. Si trattava in realtà di un modellino di rinoceronte a grandezza naturale, che ha suscitato pareri contrastati, sicuramente una riflessione sulla crudeltà. L’effetto, comunque, è stato ottenuto, perché l’intenzione di chi ha ideato il tutto, il WWF, è stata quella di portare avanti una campagna di sensibilizzazione nei confronti delle terribili stragi di questi animali che avvengono in Africa e in Asia. La ferita sul muso sta a spiegare in maniera diretta come brutalmente avviene la carneficina di questi animali, che vengono uccisi, per diversi motivi, da credenze mistiche a business selvaggio dei bracconieri

 

Vernel Beauty Tram e il relax fra le imbruttite

Una SPA itinerante in centro a Milano… scena di un film o realtà? È successo davvero e in questa campagna di guerrilla marketing c’è il nostro zampino. Abbiamo realizzato una vera e propria spa mobile, che ha accolto centinaia di ospiti. Tutti si sono lasciati coccolare, avvolti dal profumo della nuova linea di prodotti agli olii preziosi firmata Vernel. A bordo del tram erano presenti le nostre specialiste della bellezza: una nail stylist, una make up artist e una massaggiatrice. Numerosi sono stati anche gli incontri con gli esperti di bellezza e salute: cura dei capelli, cura della pelle, esperti della cosmesi e della aromaterapia. Un’iniziativa superlativa di unconventional marketing Milano, abbiamo portato relax e benessere fra il caos della City. Risultato? Le ospiti hanno molto gradito la meravigliosa esperienza del benessere mobile, si sono sentite coccolate e amate. Dovrebbero esserci sempre delle SPA itineranti in giro per la città, sicuramente gli imbruttiti si ammorbidirebbero un po’

 

La nuvola di Fantozzi esiste davvero!

Questa volta un’idea molto semplice, ma riscontrato un grandissimo successo: si sa, è nella semplicità che risiedono i grandi risultati. Forse più per il richiamo all’amatissimo dagli italiani Fantozzi che alle proprietà della scarpa Geox. Chissà… fatto sta che il messaggio è passato chiaro ed è stato compreso e condiviso, ma soprattutto a generato curiosità nei passanti che si trovavano in zona Duomo quel giorno. Arrivata a seguito di una campagna digital, l’attività di guerrilla marketing che ha portato Geox in 3 città europee contemporaneamente (Milano, Amburgo e Vienna) per promuovere la collezione di calzature Amphibiox prodotte con una tecnologia che assicura totale impermeabilità e termoregolazione. L’attività di guerrilla, è stata progettata il concept Non Stop Rain Tested: un tester, costantemente bagnato dalla pioggia prodotta da una nuvola artificiale “portatile”, si è mosso nel centro di Milano mettendo alla prova l’impermeabilità della scarpa e coinvolgendo i passanti nell’esperienza live del test sotto la pioggia incessante. Povero il ragazzo che si è beccato una bella cervicale con tutta quell’acqua addosso. lui, bagnato tutto il giorno,

 

Palazzo di ghiaccio fra fiaba e realtà

Rimaniamo in tema di alterazioni climatiche, lo stato dell’acqua muta da pioggia a ghiaccio: qual è lo spettacolo che ha coinvolto migliaia di Milanesi in Moskova?

Un palazzo completamente ghiacciato in Largo la Foppa, a Milano. Una scena fantastica e irreale, quasi da fiaba se non fosse per smog e bestemmie causa traffico: finestre, davanzali e le stesse pareti dell’edificio congelati e coperti da uno spesso strato di ghiaccio che scende dai piani alti per diversi metri. La facciata ‘polare’ è dello storico palazzo che ospita il locale Radetzky. Le voci sull’accaduto si sono diffuse in zona e sui social network, e quasi tutti credevano che la responsabilità fosse imputabile a uno degli inquilini del palazzo, che dimenticando l’impianto dell’aria condizionata acceso per mesi, ha gelato la facciata del palazzo. Fake news a parte, il palazzo ghiacciato è una guerriglia contro lo spreco di energia, una nuova campagna di M&cSaatchi di grosso impatto che sottolinea l’importanza di evitare gli sprechi simulando, appunto, come un condizionatore acceso per mesi possa ghiacciare la facciata di un palazzo.
Qual è secondo te, la campagna di unconventional marketing a Milano meglio riuscita?