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ERRORI CLAMOROSI NELLE CAMPAGNE MARKETING: COSA NON FARE MAI

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Il marketing è uno strumento potentissimo di comunicazione che permette di diffondere un messaggio verso un’audience potenzialmente enorme. È importante utilizzare le parole giuste e il giusto tone of voice, perché come mezzo di diffusione di massa, se mal utilizzato, può generare un ritorno d’immagine davvero negativo e danneggiare la credibilità di un brand.

Le campagne marketing non sono per tutti, bisogna davvero studiare tanto ogni singolo caso, pianificare una strategia e pensare ai mezzi migliori per raggiungere gli obiettivi prefissati. Altro aspetto importante è il destinatario delle campagne marketing: bisogna identificare il pubblico specifico, il target, in modo tale da modulare il messaggio ed essere più incisivi.

Vediamo adesso le campagne marketing più sbagliate degli ultimi anni, per capire gli errori da non commettere MAI

Dolce e Gabbana e la Cina: ravioli gyosa indigesti

Partiamo subito dalla campagna marketing che riteniamo essere stata un grandissimo flop per la casa di moda D&G. La campagna in questione ha avuto una eco assordante nell’opinione pubblica occidentale, ma soprattutto in quella orientale. Si tratta di una serie composta da tre video e intitolata Eating with Chopsticks, nella quale una ragazza cinese tenta di mangiare con le bacchette alcuni piatti tipici italiani-rispettivamente pizza, spaghetti e cannolo- non riuscendo nell’impresa. Il video è stato recepito come una vera mancanza di rispetto nei confronti del popolo e della cultura cinese, a tratti razzista e davvero stereotipante nei confronti degli usi, dei costumi e della tradizione orientale. Nello specifico video con il cannolo siciliano, si sente una voce maschile fuori campo che chiede alla ragazza se il cannolo è troppo grande per lei… non stiamo qui a spiegarvi la dietrologia di questa domanda, ma ai più è parsa esageratamente sessista e non velatamente volgare.

Risutato? La Cina, subito dopo aver visto lo spot, ha rimosso i tre video da tutti i social media usati in Cina, ha cancellato un’importante sfilata a Shangai e ha rimosso tutti i prodotti D&G dai principali shop online cinesi.
Insomma, se l’obiettivo di Dolce & Gabbana era quello di trovare un modo per chiudere i rapporti con la Cina rapidamente e in maniera poco elegante, hanno centrato in pieno. Ne piange il loro fatturato e la loro immagine, compromessa per sempre in oriente. La Cina non perdona!

Cartoon Network e la sua campagna…esplosiva!

Qualche anno fa quei pazzi di Cartoon Network decidono di realizzare una campagna di guerrilla marketing per promuovere il loro nuovo film d’animazione. In dieci città degli USA sono stati installati dei cartelloni quadrati neri, puntellati di led luminosi e affissi, con l’aiuto di magneti, su segnali stradali, ponti, muri. Sui cartelloni le luci led formavano le immagini di due alieni stilizzati, uno verde e uno rosa, che mostravano il dito medio ai passanti. Passanti che non hanno preso bene il messaggio irriverente, a tal punto di scambiare questi dispositivi del guerrilla marketing per delle bombe. A Boston, un dipendente dei trasporti pubblici chiama la polizia dicendo che ci sono diversi ordigni sparsi per la città. Ed è subito panico, decine di autostrade, ponti, metropolitane, vengono chiuse, elicotteri sovrastano la città, le emittenti televisive in fibrillazione per la notizia, la polizia e gli artificieri pronti a disinnescare le bombe. Che non esistevano però. Dopo l’apocalisse scatenata e l’attacco pubblicitario sventato, ci sono state grave conseguenze per gli ideatori di questa campagna di guerrilla marketing: i due artisti che hanno creato ed installato i cartelloni led vengono arrestati, l’emittente televisiva è costretta a pagare due milioni di dollari di multa e il CEO di Cartoon Network è costretto a dimettersi.

Due campagne razziste al prezzo di una? lo strafalcione di DOVE e/o H&M

Nella campagna marketing dove la protagonista è una donna afro-americana vestita di nero, che dopo aver usato il detergente Dove, taaac MAGIA! Si trasforma in una donna bianca che indossa una t-shirt chiara… Ma che messaggio è? Qui non si tratta di razzismo velato, anzi, ma di una discriminazione molto diretta ed impossibile da fraintendere, non ci sono molte possibili strade di significato da percorrere.

In alcune culture vengono usati molti prodotti per sbiancare la pelle, forse DOVE ha tentato, in maniera goffa e ingannevole, di avvicinarsi a quella fetta di mercato. Il risultato e che you tube è il web in generale, sono pieni di video “racist spot DOVE”

Per la campagna marketing H&M, le opinioni sono discordanti, o meglio, una piccola parte dissente dall’opinione comune, l’altra è incazzatissima. Non è necessario vedere del razzismo ovunque, anche nei casi in cui non c’è. Spesso questa estrema esorcizzazione del razzismo, può essere intesa come fattore discriminante, nella misura in cui ogni cosa costituisca un’offesa e un atto razzista.
Il caso vede protagonista il famoso brand di moda svedese e la pubblicazione nello shop online, di una foto di un bambino nero con una felpa con su scritto “la scimmia più carina della giungla”.
Diversi negozi sono stati devastati e chiusi dopo la pubblicazione in Sudafrica, devastati da alcuni manifestanti nel weekend dopo una settimana di polemiche e proteste.

H&M si è scusata per la foto nel suo shop online, l’ha rimossa dal sito e ha ritirato la felpa dai negozi. Nel frattempo il cantante dei The Weeknd e il rapper G-Eazy hanno affermato duramente che non collaboreranno più con H&M, mentre la madre del bambino ha definito le polemiche inutili: quello era solo uno tra i tantissimi vestiti indossati da suo figlio per gli spot.

Spesso il razzismo sta negli occhi di chi giudica e esagera, noi nell’immagine vediamo semplicemente un bambino con una felpa verde, niente di più.

 

Burger King si veste per Halloween da Fantasma del Mcdonald

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Burger king Halloween: dolcetto, scherzetto o… hamburger?

Per l’industria dei fast food, è difficile avere prodotti di innovazione tecnologica in grado di spezzare con il panorama competitivo circostante e di rompere gli schemi del mercato.
Lo spazio che l’industria del fast food può sviluppare, in termini di segmentazione del mercato, si muove principalmente su due piani: il prezzo, che comprende promozioni e offerte stagionali sui menù, e il guerrilla marketing, che offre infiniti scenari e ampi margini di guadagno (se fatto bene, ovviamente).

Il palcoscenico/ring più iconico del guerrilla marketing- paragonabile per grandezza e clamore allo scontro fra i titani Coca-Cola e Pepsi- è quello che vede protagonisti Mc Donald e Burger King, che da anni ci regalano uno dei dissing più gustosi nel campo dell’ unconventional marketing.
Negli anni ’60, momento in cui le due catene esplodono per numeri di produzione e espansione, la rivalità è asprissima e viene giocata in una battaglia a scacchi dove vincono strategie incentrate su centesimi e centimetri. Adesso non è più una questione di dimensioni, ma di testa: la partita si gioca con sarcasmo e ironia, attraverso campagne di pubblicità comparativa studiate con precisione che passando dall’offline, approdano con prepotenza su tutti i social più utilizzati.

Cosa ha fatto Burger King per Halloween?

È successo qualche anno fa, ma rimane un evento memorabile. Un ristorante della catena Burger King, nel quartiere Rego Park di New York City ha celebrato la festività spettrale vestendosi come il fantasma di McDonald’s, completo di una coperta bianca con fori per gli occhi ritagliati, con su la scritta “McDonald’s”, fatta rozzamente con una bomboletta spray nera.

“BOOOOO! -recita così il cartello fuori dal ristorante- Just kidding. We still flame-grill our burgers. Happy Halloween.” Che tradotto significa: “Stavamo scherzando. Cuciniamo ancora alla brace i nostri hamburger. Felice Halloween.”
Nulla di nuovo, l’ennesima, divertente, dissacratoria, ma soprattutto originale, provocazione del Burger King nei confronti di Mc Donald.

E si scatenano gli utenti dei social, che su facebook, instagram e twitter esclamano “Questo Burger King travestito da fantasma di McDonald è una delle cose più belle che abbia mai visto 💀 “

“Per un momento ho avuto seriamente paura che Mc Donald avesse preso il posto di Burger King”

Mica male come reazioni.

Burger King vs. McDonald: statistiche e numeri

Le statistiche statunitensi indicano che le vendite dei negozi di Burger King sono aumentate di circa il 7% nel secondo trimestre dell’anno. Invece, le vendite di McDonald sono diminuite del 2% nell’ultimo trimestre dell’anno di riferimento alla campagna.
Questi numeri spiegano concretamente ciò che appare lapalissiano: tutto ciò che Burger King ha fatto durante questa campagna di guerrilla marketing, ha portato dei risultati sorprendenti.

La provocazione non si è fermata solo alla decorazione fantasmagorica dell’esterno del locale, il team di Burger King ha distribuito hamburger in contenitori “travestiti” da scatole di fantasmi di McDonald.

Burger King ha pubblicato anche un video per sfoggiare lo spiritoso costume di Burger King Halloween, ponendo le basi per amichevoli rivalità esilaranti.

McDonald non ha tardato per dire la sua:

“Chi non vorrebbe mascherarsi da McDonald per Halloween quando serviamo prelibatezze come: le bevande del McCafé, le torte di mele e le nostre patatine di fama mondiale”, ha detto Terri Hickey, portavoce di McDonald, in una nota inviata via email a The Huffington Post.

Ci chiediamo quest’anno chi sarà il più pazzo fra i maggiori player dell’unconventional marketing per Halloween. Non vediamo l’ora di scoprirlo.

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Guerilla marketing e serie tv: le campagne più belle

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Da quando hai fatto l’abbonamento a Netflix sei diventato, anche tu, un serie tv addicted?
Benvenuto nel club di chi preferisce di gran lunga il trinomio pizza-serie tv-divano ad un’uscita. Accettiamo anche i più moderati nel nostro club, dai divoratori più sfegatati di serie tv quindi, ai consumatori quasi occasionali. Non discriminiamo nessuno.

Netflix non è l’unica piattaforma che viene utilizzata per guardare le serie, diventate ormai componente indispensabile della nostra quotidianità, da ammazza-tempo, a dolce compagnia, a rassicurante presenza. Ma a noi, oltre a farci impazzire tanto le serie tv, ci fanno impazzire tutte le campagne di guerrilla marketing ad esse collegate. E dato che vi vogliamo bene, oggi vi mostriamo quelle che ci hanno colpito di più.

Pronti? Guerilla marketing e serie tv: il connubio perfetto

 

1992

Per l’uscita della serie 1992 sono state avvistate delle comparse, nelle principali piazze di Roma, vestite con outfit anni ’90. Uno scenario visivo immersivo che riporta immediatamente a un altro contesto storico e sociale e ricorda, ovviamente, i personaggi della serie.

SUBURRA

Per Suburra, la strategia di unconventional marketing punta tutto sul reverse graffiti, super urban e in linea con il mood della serie. Sottile ma non troppo, la scelta di “stampare il claim STA PER VENIRE TUTTO A GALLA #SUBURRA, proprio accanto a dei tombini.

HOUSE OF CARDS

Grafica, giochi di parole e di senso, utilizzo e stravolgimento della comunicazione politica: tutto in chiave molto pop, con colori sgargianti e vivaci. Una dose di ironia a rendere questa campagna davvero saporita.

LA CASA DI CARTA

Questa serie, in breve tempo, ha conquistato il cuore di tanti e ha aperto la strada alla commercializzazione delle serie tv spagnole  in Europa. In diverse piazze d’Italia sono comparse delle cabine con dei manichini all’interno con la tipica divisa dei rapinatori della casa di carta.Dettaglio che non tutti hanno subito percepito: è stato un modo per presentare sia l’uscita della nuova stagione della serie, sia il nome di alcuni nuovi personaggi.

I SOPRANOS

Non nuovissima come campagna guerrilla marketing in serie tv, ma sicuramente storica e d’impatto. Non vi nascondiamo che a primo acchito ha messo paura a un bel po’ di americani vedere quel braccio esanime penzolante, ma si sa, questo tipo di marketing è irruente e aggressivo.

STRANGER THINGS

Per Stranger Things era d’obbligo un cartellone pubblicitario enorme e strano, che richiama l’attenzione all’istante e fa venire  immediatamente in mente le paranormali vicende accadute a Hawkins negli anni ’80.

IL TRONO DI SPADE

Concludiamo ritornando nel capoluogo meneghino, questa volta il guerrilla marketing delle serie tv fa tappa a Milano. In contrapposizione con la natura violenta della serie Il trono di spade, usando come base degli sparti traffico, sono state realizzate delle carine e coccolose miniature dei personaggi di GOT.

 

Cos’è il guerilla marketing: una guida per tutti, da 6 a 99 anni

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Cos’è il Guerrilla Marketing? Una guida per tutti, dai 6 ai 99 anni.

Di cose noiose ti diremo solo che il papà del Guerrilla Marketing, o meglio, la persona che ha coniato il termine nel 1984, è Jay Conrad Levison. Non è fra le nostre corde fare i professori o i guru. Però ne abbiamo viste tante e te le vogliamo raccontare.
In questa guida troverai solo gli aspetti più interessanti e caratterizzanti del Guerrilla Marketing oggi: quali sono gli obiettivi ma soprattutto i benefici per i brand che adottano questa strategia.

 

Che cos’è il Guerrilla Marketing?

Per Guerrilla Marketing s’intende un’attività di marketing non convenzionale che ha l’obiettivo di lasciare letteralmente a bocca aperta il consumatore. Ti coglie di sorpresa, quando meno te lo aspetti con il risultato di generare un’emozione forte, che rimane impressa lasciando un ricordo positivo. Il palco principale del Guerrilla Marketing è la giungla urbana: ogni elemento di questo ecosistema può essere usato a favore della campagna di Guerrilla, da mezzi di trasporto pubblici, a muri, strade, marciapiedi: le possibilità sono illimitate e sempre in divenire. Ogni angolo della città può comunicare e raccontare il tuo Brand, guarda cosa abbiamo fatto per Diesel:

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Campagna proiezioni guerrilla marketing C3buzz per Diesel 

 

Quali sono i punti fondamentali da seguire per formulare una campagna di guerrilla marketing

 

  1. Comprendere a pieno i propri obiettivi di marketing, e dunque capire cosa si vuole ottenere dai propri clienti in termini di reazioni.
  2. Capire come si intende raggiungere gli obiettivi fissati, descrivendo i benefici che si garantiscono ai propri clienti. È necessario a tal fine capire qual è la propria Value Proposition, ovvero cosa ti distingue nettamente dai competitor e definisce la tua personalità e dunque il tuo prodotto a tutto tondo. Questo valore sarà il motivo per cui verrai scelto dal cliente finale.
  3. Chi sarà il tuo cliente finale? Definisci attentamente il tuo target, sarà più semplice sia capire quali bisogni soddisfare e come farlo. Una campagna anonima e rivolta a chiunque ha sicuramente un impatto meno efficace rispetto ad una campagna di marketing diretta a una nicchia ben determinata di persone con bisogni, abitudini e attitudini in comune.
  4. In base alle analisi e considerazioni svolte in precedenza, occorre adesso scegliere quali strumenti di marketing utilizzare in relazione al proprio target di riferimento e agli obbiettivi. Per ultimo definisci il tuo budget con attenzione, affidandoti al consiglio di un parere esperto

 

Guerrilla Marketing vs pubblicità tradizionale

Rispetto alle forme tradizionali di pubblicità e marketing ha un impatto più violento e d’effetto, facendo leva sull’immaginario comune e su meccanismi psicologici. La pubblicità tradizionale, molto spesso si rivolge sì a un bacino di utenti non da poco, ma parla a bassa voce e non viene recepita da tutti, o ancora peggio, viene dimenticata perché non ha quel qualcosa in più che stimola la nostra memoria e ci suscita emozioni. Con il Guerrilla Marketing il risultato finale è quello di aver prodotto qualcosa di completamente diverso da qualsiasi altro competitor, con forte accento sul brand e dunque con una connotazione distintiva e praticamente unica perché realizzata su misura.

 

Le chiavi per realizzare una campagna di Guerrilla marketing di successo sono grandi dosi di immaginazione e energia

 

Un vantaggio importante di questa strategia, è la possibilità di raggiungere tante persone e creare delle campagne d’impatto a costi ridotti rispetto ai risultati. Le persone raggiunte, inoltre, sono pienamente coinvolte perché dentro la campagna stessa, vivono l’esperienza e reagiscono e metabolizzano ciò che vedono in maniera del tutto attiva. Le chiavi per realizzare una campagna di Guerrilla marketing di successo sono grandi dosi di immaginazione e energia, il resto viene da sé.

 

Il guerrilla marketing di C3buzz ti permette di:

  • Produrre qualcosa di completamente nuovo, diverso da ciò che solitamente ci si aspetta: ogni campagna di Guerrilla Marketing è unica nel suo genere e inimitabile.
  • Stupire, lasciare senza parole, letteralmente a bocca aperta: è come ricevere un regalo inaspettato che non sapevi ancora di volere.
  • Distinguerti dalla massa: non è per chiunque, ma per chi ha il coraggio di osare e rompere gli schemi.
  • Raccontare una storia interessante e sbalorditiva: perché senza un valido contenuto, il messaggio non arriverebbe ai destinatari.
  • Raggiungere un numero di persone considerevole: chiunque saprà di te e del tuo Brand.

 

Ne abbiamo fatte e viste delle belle, guarda anche tu le nostre campagne di guerrilla marketing.